III - 3 - L’attacco di minoranza

 

 

 

     



Data la semplicità, e linearità di esecuzione, l’attacco di minoranza può essere molto pericoloso anche in mano a un giocatore non espertissimo.
Le reazioni possibili sono, in sostanza, due: a) contrattaccare sul lato opposto a quello in cui si sviluppa l’attacco di minoranza; b) contrastarlo in modo diretto sullo stesso lato.

a) il contrattacco a un attacco di minoranza




Abbiamo visto che nell'attacco di minoranza si spingono a fondo i propri pedoni dopo avere ovviamente arroccato sull'altro lato della scacchiera. La reazione energica sull'ala opposta avrà quindi le caratteristiche di un assalto all'arrocco.
La partita che segue ne è un esempio e riassume bene quanto finora spiegato.

     

La strategia del Bianco ha trionfato!

 

 

a) contrastare l'attacco sullo stesso lato.

 

Il modo più drastico di rispondere a un attacco di minoranza è, dopo b2-b4, di giocare b7-b5 e piazzare un Cavallo in c4. La casa debole in c5 trova il suo corrispettivo in quella c4 mentre il pedone c6 debole non è facilmente sfruttabile dal Bianco dopo che il Nero, piazzato un Cavallo in c4, ha chiuso la colonna a possibili attacchi di pezzi pesanti. Si capisce pertanto come la mossa b7-b5 sia strettamente connessa con Cc4; se quest' ultima non fosse possibile la spinta del pedone in b5 si rivelerebbe un gravissimo indebolimento. Attenzione però: questa strategia può essere adottata solo se al Bianco è interdetta la mossa b2-b3 che scaccerebbe il Cc4 e renderebbe debole il pedone in c6.