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 Il Gioco degli Scacchi 
Il più nobile e bel gioco mai ideato al mondo
La Scacchiera ed i suoi 32 pezzi
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Breve storia degli Scacchi

Gli scacchi sono qualcosa di più che un semplice gioco, tanto che potrebbero definirsi senza esagerazione un paradigma o modello o esempio di vita. Thomas Henry Huxley (1825-1895) scrisse che la scacchiera rappresenta il mondo, i pezzi i fenomeni dell'universo, le regole del gioco ciò che noi chiamiamo leggi della Natura. Il volto del giocatore che ci siede i fronte ci è nascosto. Noi sappiamo che il suo gioco è sempre corretto, leale e paziente. Ma sappiamo anche, a nostre spese, che egli non commetterà mai errori o ci concederà la più piccola concessione. Questa suggestiva metafora fornisce sufficienti spunti di riflessione. Gli scacchi originano da un antico gioco di guerra, vecchio certamente di oltre millecinquecento anni, giocato in India: lo chaturanga (parola che significa quattro unità). Quattro difatti erano gli elementi schierati, similmente alla composizione di un esercito indiano: elefanti, cavalli, carri e fanti. Il gioco si svolgeva con l'ausilio dei dadi e, in certe versioni, con quattro giocatori. Furono i Persiani che, appreso il gioco dagli indiani, ne modificarono le regole rendendolo più vicino a quello attuale. Essi lo chiamarono chatrang. Nel settimo secolo gli Arabi conquistarono la Persia e gli scacchi, che essi chiamavano shatranj, divennero uno dei loro giochi prediletti. La conquista araba della Spagna portò con sé anche gli scacchi, e ne avviò la loro diffusione nel mondo occidentale. In Russia invece gli scacchi giunsero circa un secolo più tardi, molto probabilmente grazie alla carovaniere dei mercanti che, dalla Persia, salivano, ad est ed ad ovest del Mar Caspio, per commerciare con i popoli slavi. Nel medioevo si giocava a scacchi in tutte le corti d'Europa e, fino al Rinascimento, i più celebri campioni furono di nazionalità iberica (Ruy Lopez) o italiana (Gioacchino Greco, Leonardo da Cutro, Giulio Polerio). Notevole fu la letteratura che diffusero sull'argomento e che permise una crescita tecnica del gioco. Furono gli italiani ad introdurre una modifica importante: l'ampio movimento della Donna, fino ad allora più limitato. Col settecento i francesi espressero il genio di Philidor e l'epicentro mondiale del gioco divenne Parigi, grazie anche ai vari Deschappeles, La Bourdonnais e Saint Amant. Fu verso la metà dell'ottocento, con Staunton, che gli inglesi sottrassero il predominio ai francesi. Ma il gioco si stava oramai internazionalizzando: l'americano Morphy (uno dei più grandi geni scacchistici in assoluto) ed il tedesco Anderssen divennero i più celebri giocatori dell'epoca. Fu però con Steinitz , ebreo nato a Praga nel 1836 il quale vinse tra la sorpresa generale un match con Anderssen nel 1866, che si parla per la prima volta di Campione del Mondo.

cavallo Guida al gioco degli Scacchi  cavallo

La presente guida ha il solo scopo di tracciare le linee guida sulle quali un corso per principianti può essere articolato e costituisce una semplice base di partenza per i successivi necessari approfondimenti. Essa è una sintesi, personalizzata, di diversi lavori sull'argomento, dai quali ho cercato di trarre spunto, per un corso di avviamento al gioco degli scacchi della durata di sette-otto sessioni di due ore cadauna. L'esperienza maturata in anni di insegnamento ai bambini di età compresa tra i sette ed i tredici anni ha confermato la bontà di questa impostazione, fermo restando che tale esperienza ha altresì rilevato due aspetti non meno importanti: - che l'età migliore, salvo eccezioni, in cui un bambino assimila con immediato profitto senza cadute di attenzione è solitamente intorno ai novedieci anni; - che l'insegnamento deve essere corredato da esercitazioni pratiche collettive a partire almeno dalla seconda-terza sessione del corso. A tal proposito ho rilevato che suddividere i ragazzi in due squadre, Bianchi e Neri, facendo disputare loro una partita collegiale - in cui il docente si limita a far da mossiere sulla scacchiera murale - con l'obbligo della trascrizione delle mosse, ha costituito una esperienza utilissima ai fini didattici. Ma è altrettanto importante inculcare in loro, con le prime lezioni, il rispetto dell'avversario ed alcune normali regole comportamentali quali il darsi la mano prima di iniziare la partita. Non è intento di questo fascicolo sostituire alcuno dei tanti libri o manuali sull'argomento reperibili in libreria ovvero l'egregia Guida Tecnica per L'Istruttore curata dalla Fsi . Questo lavoro è cominciato nel 1990 ed è stato portato a termine in un decennio circa di attività divulgativa . E', come tutte le cose, suscettibile di perfezionamenti; ma rappresenta, al momento, la migliore sintesi che io sia stato in grado di redigere per aiutare gli allievi. La sua funzione principale è quella di poter essere fotocopiata e consegnata loro perché, una volta a casa, possano rivedere gli argomenti trattati sulla scacchiera murale e riproporli come esercitazione.
Parti di questo lavoro sono state pubblicate nella rubrica scacchistica da me curata sin dal 1990 su Lombardia Oggi, settimanale allegato al giornale La Prealpina, e sul giornale comunale Città di Gallarate, su cui, collaborando come membro del Comitato di Redazione, a partire dal marzo 1994 ho pubblicato una rubrica scacchistica a puntate.
Ho cercato di verificare attentamente ogni parte, ma se qualche errore è rimasto esso mi sia perdonato. In ogni caso ho sempre cercato di insegnare ai giovani scacchisti che ogni apparente verità deve essere vagliata, secondo il saggio ammonimento russo: “fidati ma controlla”. Le molte ore spese nella cura di questo lavoro spero siano servite e serviranno a instillare nei giovani una intelligente passione verso il più nobile e bel gioco mai ideato al mondo: gli scacchi.

cavallo   Stupendo Corso Di Scacchi    Stupendo_Corso_di_Scacchi    cavallo

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Hobby Arte e Passatempi
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Libro_Scacchi

ALVISE ZICHICHI, nato a Milano nel 1938, Maestro Internazionale di scacchi dal 1977, è autore di svariati articoli e opere di divulgazione del gioco. Campione italiano nel 1985, per ben sette volte nella nostra rappresentativa olimpica, ha conseguito successi in competizioni nazionali e internazionali cogliendo vittorie di prestigio contro l'ex campione del mondo Spasskij e i celebri Grandi Maestri Hort, Gligoric, Suetin e Hjartarson.

Ed ora un salto nel passato
Vi porto con me ai giochi medievali

Come accadde in tutte le epoche storiche, anche chi visse durante il Rinascimento ideò giochi e passatempi come motivo di aggregazione e di svago. Il nostro gruppo propone al pubblico due tipici giochi delle corti che sono giunti fino a noi con modalità e regole quasi inalterate: la dama e gli scacchi.

La dama

Uno dei più affascinati giochi di strategia pura, che ha poco o niente da invidiare agli scacchi, soprattutto quando ci troviamo di fronte ad un avversario molto 'bravo'. La dama è un gioco antico, con un'ottima tradizione anche in Italia. Un incredibile connubio tra la passione per il legno e l'amore per le cose antiche. La continua ricerca nella Storia di usi e costumi del passato, i passatempi nelle antiche Locande, le strategie di battaglia medievale pianificate e pensate sui tavolieri di gioco... gli "Scacchi".

Le SCACCHIERE

Sono i tavolieri sul quale viene praticato il gioco degli SCACCHI e della DAMA; in questo secondo caso prende anche il nome di damiera.

cavallo Gli SCACCHI  cavallo

L'origine di questo celebre gioco è molto antica, tanto che taluno la fa risalire a Palamede, re di Eubea, ritenuto inventore anche dei giochi della dama e dei dadi. Più verosimilmente, altri lo ritengono ideato in India al principio dell'era volgare, di dove sarebbe passato in Persia e di qui nel V secolo, si sarebbe diffuso ovunque. Verso l'anno 800 il gioco degli scacchi era conosciuto alla corte degli imperatori d'Oriente. In Italia venne probabilmente portato dai reduci della prima crociata, nel secolo XI. L'interesse per il gioco degli scacchi ha dato luogo a una specie di disciplina, la zatrichiologia (dal tardo greco), che studia il gioco stesso con criteri storici. il gioco degli scacchi, è ritenuto uno dei giochi oggettivamente più difficili a livello mentale, è sicuramente un intrattenimento che nel medioevo (così come in quelli rinascimentali) occupò una rilevante posizione nella scala gerarchica degli intrattenimenti mondani. Libro_Scacchi. Le testimonianze relative a questo gioco si moltiplicano a partire dagli anni successivi al 1100, grazie al contributo della letteratura e dell'archeologia; numerosi sono i ritrovamenti dei pezzi del gioco nella penisola, così come numerose risultano essere le citazioni a riguardo. Il lungo elenco che spazia da San Bernardino da Siena, il quale vieta espressamente ai crociati nel XII secolo di intrattenersi con gli scacchi e i dadi, a trattatisti e commentatori come Gregorio Comanini, che scrive molto a riguardo, testimonia la passione per questo che per molti ai nostri giorni rappresenta un piacevole hobby.I cronisti dell'epoca tendono ad attribuire all'ideatore degli scacchi, la volontà di riproporre su scala ridotta l'immagine e l'imitazione della guerra, attraverso l'utilizzo di elementi che ricordano proprio il campo di battaglia; dalla scacchiera bicolore, che nasconde un significato legato alLibro_Scacchila simbologia militare, utilizzata per discernere i due eserciti schierati sul campo, alle pedine, le quali si differenziano oltre che dal ruolo, anche dal significato che ad esse viene attribuito. Secondo Eliano, i pedoni schierati in una fila di otto elementi, rappresentano i fanti; mentre agli alfieri viene attribuito il ruolo riservato in battaglia agli arcieri, schierati di traverso nello scacchiere, pronti a colpire fin nel cuore delle difese avversarie. La caratteristica mossa "ad elle" dei cavalli( il salto), è invece legata all'utilizzo della cavalleria ed ai repentini spostamenti di cui gode. Simbolico risulta essere anche il ruolo della torre, richiamante le piccole costruzioni aventi una struttura "a torre", posizionata sul dorso degli elefanti utilizzati in alcune battaglie. Sempre secondo lo scrittore greco, un posto di riguardo spetta nello scacchiere ai due pezzi cruciali: il re e la regina. Simbolo di prudenza e di saggezza, il primo si muove consapevole di poter determinare, con la propria sorte, la vittoria o la sconfitta del proprio esercito; mentre la regina, simbolo della fortuna che accompagna il re nel corso della partita( per questo posizionata accanto al sovrano), gode, proprio per ciò che rappresenta, della più ampia libertà di movimento. Nel medioevo le partite a scacchi, diversamente da quanto avviene oggi, risultavano alterate nella strategia, essendo i giocatori concentrati a sfidarsi esclusivamente sullo "scacco matto" e non curanti del ruolo delle pedine minori, che venivano perse senza molto fastidio. Dai documenti risulta che la frequenza delle vittorie avveniva per scacco d'angolo, chiudere il re nei vertici della scacchiera rappresentava un'umiliazione. A quanto pare, nel medioevo, l'educazione aristocratica aveva una certa relazione con il l'arte degli scacchi, "giocare con nobiltà" rappresentava infatti una delle regole basilari, evitando per esempio di umiliare l'avversario nel caso di manifesta inferiorità o concedendo la vittoria qualora a vincere fosse stata una donna.

CURIOSITA'

Fu in Europa che le pedine subirono la trasformazione da disegni astratti a forme rappresentative. Tra i vari pezzi importanti, in quanto costituiscono prove dell'esistenza degli scacchi in epoca medievale e ci dicono che forma rappresentativa assunsero, i più celebri sono quelli detti Lewis Chessmen. Libro_Scacchi. Scoperti nel 1831 nell'isola scozzese di Lewis, questi 78 pezzi - parte di quattro serie incomplete - sono datati intorno al 12° secolo. Sono ricavati dall'avorio di tricheco e, probabilmente, originari della Scandinavia. Attualmente si trovano tutti al British Museum o al National Museum of Antiquities, in Scozia.

PEDINE DA GIOCO

Le pedine da gioco sono interamente realizzate e decorate a mano. Le finiture possibili sono svariate: dai colori lucidi ai colori opachi, dai colori delle terre lontane ai colori antichi. Inoltre, è possibile realizzare finiture antichizzate. Ogni set di pedine (due contrade), volendo, è corredato da un cofanetto che ne contiene le stesse. A richiesta, è possibile associare un cofanetto a una sola contrada. Il cofanetto è interamente fatto in legno e personalizzato con decori araldici o semplice. Il basamento di ogni pedina è ricoperto da velluto in modo da non rovinare il tavoliere. Infine, su richiesta si possono scegliere i colori con eventuali personalizzazioni. Le origini di questi due giochi si perdono nella notte dei tempi, anche se sappiamo per certo che nel XV secolo erano uno dei passatempi preferiti di nobili e signori.

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Ma dato che la storia non è fatta solo di nobili e dame ...... ecco che il nostro gruppo propone anche giochi più "popolari", costruiti con materiali poveri e con regole decisamente più semplici. Il più caratteristico è probabilmente tre palle e un soldo, gioco nel quale lo scopo è cercare di abbattere il maggior numero di bersagli con palline di cuoio. Oppure, per chi vuole misurare i propri riflessi abbiamo il gioco della noce: quest'ultima viene introdotta in un tubo inclinato e il concorrente deve cercare di schiacciarla con un martello appena esce dal tubo. Per chi, invece, preferisce un gioco di destrezza, proponiamo il lancio dei ferri di cavallo che consiste nel centrare, con dei ferri di cavallo, un paletto di legno posto ad un paio di metri di distanza.

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